Castello di Tassarolo azienda vitivinicola

Uva bio

Una Vigna 'chimica' - 10 Maggio 2012 La nostra vigna biodinamica - 10 Maggio 2012 La primavera a strisce nelle vigne 'chimiche' - 25 Aprile 2013 La primavera a strisce nelle vigne 'chimiche' - 25 Aprile 2013 Agricoltori o farmacisti?
Le vigne "chimiche" (o convenzionali)

Spesso i consumatori non sono informati di come si lavora una vigna "chimica" (o così chiamata convenzionale), cioè di un vino che non abbia in retro etichetta la certificazione biologica o biodinamica. È difficile infatti capirlo finché non si lavora in una vigna "chimica" (o così chiamata convenzionale). Il 99% delle vigne nel mondo sono di questo tipo.

Da aprile fino alla vendemmia, in settembre, vengono spruzzati con i trattori o con gli elicotteri fitofarmaci sistemici venduti dalle grandi multinazionali farmaceutiche. I fitofarmaci sistemici non vengono dilavati dalla pioggia o dal vento, ma penetrano dentro la pianta e in seguito negli acini dell'uva.

Si incomincia in primavera, una stagione dove la campagna è bellissima e ricca di gemme, dopo il lungo letargo invernale, con il disseccante alla base del ceppo della vite. Il diseccante, come suggerisce il nome, causa il disseccamento degli organi con cui viene a contatto, senza essere traslocato. Per questo motivo viene usato anche per la spollonatura chimica, su vite o nocciolo. Chi non sopporta proprio l'erba lo spruzza anche intorno ai vigneti per decine di metri, non sapendo che inquina e avvelena le falde acquifere: infatti nelle analisi dell'acqua potabile è molto difficile non trovarlo. In primavera spesso si vede erba secca sui bordi delle strade asfaltate, all'interno di giardini, intorno all'acqua delle risaie, eccetera: significa che è stata trattata o è venuta a contatto con il disseccante, perché l'erba in primavera è di un verde intenso.

Passando tra i vigneti, sempre in primavera, troverete il campo stranamente striato con strisce continue di erba giallastra sotto la fila delle viti: è il primo trattamento di disseccante, e si spera che siano state rispettate le dosi (perché alcuni non leggono neanche le etichette) e che venga dato con tute e mascherine perché è molto velenoso per le piante, gli animali e gli uomini. Il trattamento viene spesso ripetuto una seconda volta quando le viti sono più grandi.

A maggio, con la comparsa delle prime foglie della vite, iniziano i vari trattamenti di sintesi pesanti, sempre sistemici. Ce ne sono di tutti i tipi, e sono tutti tossici per gli uomini, per la terra e per gli animali: alcuni così tossici che senza un patentino apposito non si possono usare (purtroppo i vigili delle vigne non ci sono e pochi hanno il patentino). Questi prodotti accompagnano la fioritura, il grappolo appena nato e la sua evoluzione.

Le industrie farmaceutiche avvertono di non lavorare la vegetazione della vigna quando si danno questi trattamenti, ma tutti i lavoratori lo fanno a mani nude, senza maschere. I primi di Agosto si sospende questo avvelenamento sistematico contro le malattie della vite e si comincia a pensare ad un altro veleno: l’antimuffa. È un trattamento che impedisce all'uva di ammuffire prima della vendemmia. Può esser dato solo un mese prima della raccolta perché l'uva non ne venga contaminata. Ma chi è che rispetta questa regola?

Nel mosto e poi nel vino sono presenti tutti i residui dei trattamenti dei mesi passati e dell'antimuffa, che rimangono sulla buccia e dentro l'acino dell'uva che viene pressata, senza essere lavata. Infatti non è consigliabile mangiarla prima e durante la vendemmia, può essere addirittura pericoloso.

A vendemmia finita si inizia con un altro prodotto "chimico" che si diffonde copiosamente sul terreno: il concime chimico, che oltre a pompare le viti, fa crescere copiosa l'erba che sarà eliminata con il disseccante in primavera. E così si chiude il ciclo della vite, un ciclo che ogni anno avvelena la terra, l'aria, l'acqua, la natura, gli animali e gli esseri umani. Le api, che sono fondamentali per la riproduzione dei fiori e quindi di frutta e verdure, sono tra le specie a rischio. Nell'estate del 2008 nella zona del Gavi un elicottero ha spruzzato un pesticida molto tossico che poteva essere dato solo con il trattore e un patentino speciale. Sono morte molte api di un nostro amico, grande apicultore biologico

In complesso l'agricoltura convenzionale favorisce il disequilibrio della pianta, al contrario di quella biodinamica che ne favorisce il suo naturale equilibrio: si concima tanto e l'erba cresce più copiosa, quindi si usa il disseccante; si ha una sovrapproduzione di uva per cui talvolta si sceglie la cosìddetta vendemmia verde, ossia un diradamento dei grappoli che si fa in luglio-agosto nelle vigne che hanno una produzione troppo abbondante di uva, per migliorarne la qualità.

Nella vigna convenzionale si incomincia a rompere l'quilibrio di una pianta, provocando effetti di disequilibrio a catena per cui l'uomo deve continuare a intervenire: un po' come il parto che quando inizia con un intervento medico la maggior parte delle volte finisce con un'operazione chirurgica.

Le vigne biodinamiche e biologiche

La primavera arriva anche qui con la sua vegetazione, ma non si possono usare i disseccanti per controllare la crescita dell'erba: si fa qualche taglio o aratura nel sottofila delle viti e si impara a convivere con l'erba.

Contro le malattie sono permessi solo due prodotti di difesa: lo zolfo puro della cava e il rame mescolato alla calce come facevano gli agricoltori un secolo fa. Le dosi sono limitate e si deve stare nei parametri. Gli organi di controllo infatti possono capitare in vigna in ogni momento, prelevare le foglie e farle analizzare... e se si trova qualcosa di strano la certificazione biologica o biodinamica viene ritirata. Questi due prodotti non sono sistemici, ma si lavano con la pioggia. A fine luglio si fa l'ultimo trattamento se l'annata lo richiede, dopodiché fino alla vendemmia l'uva non si tocca.

Nella coltivazione biodinamica si aggiungono i preparati biodinamici, come per esempio il corno letame, il corno silice e preparati naturali come il macerato di ortiche e il decotto di equiseto, tutto assolutamente naturale.

Nella concimazione autunnale si può usare il letame di bovino di origine biologica o il sovescio. Quest'ultimo è un insieme di leguminose che vengono piantate a filari alterni nelle vigne e crescono fino ad un metro e più di altezza. A maggio-giugno vengono tagliate e interrate. Queste forniscono azoto naturale alle viti e fanno respirare il terreno. L'ossigeno è la componente più importante della terra.

Si cerca di vivere con la natura, non di dominarla. Si vuole raggiungere l'equilibrio della pianta, non la sua sovrapproduzione. Si rispetta la terra da cui proviene la vita. Così si preserva l'ambiente, gli esseri umani e gli animali che vi abitano, le falde acquifere e l'aria. La terra è la nostra fonte di cibo e di acqua: cosa lasceremo alle generazioni future se continueremo ad avvelenare la terra, avvelenando noi stessi?

Vigne a confronto in primavera

Qualche riflessione sul mondo alla rovescia

Se si riflette sul nostro sistema che classifica l'agricoltura e i suoi prodotti, appare un bizzarro controsenso: si fanno certificare come biologici (e con dispendio di denaro e di tempo) i prodotti coltivati con metodi veramente convenzionali, usati per migliaia di anni. Così hanno la propria etichetta di certificazione biologica sulla confezione.

Si definisce, invece, "agricoltura convenzionale" quella che usa veleni mai usati prima di un secolo fa, senza dover chiedere neanche una licenza per poter usarli. I prodotti di questa agricoltura vengono messi sulle mensole dei negozi e dei supermercati senza essere etichettati come provenienti da agricoltura "chimica" e inquinante.

Un controsenso semantico che riflette un ribaltamento dei reali valori, tipico del nostro mondo.